• La nostra amministrazione fra le Città di Terra Madre 2018 (di Sara Cravero)

    Ecco il saluto che Sara Cravero, assessore all’Ambiente, ha portato alla riunione piemontese delle Città di Terra Madre, svoltasi sabato scorso a Pollenzo.

    Buongiorno a tutti, e benvenuti a Bra. Sono molto contenta, ed onorata, di essere qui per portarvi il saluto a nome del sindaco Bruna Sibille, che si scusa di non essere potuta intervenire, del vicesindaco Massimo Borrelli che oggi è qui presente in veste Slow Food, e di tutta l’amministrazione comunale. E’ un vero piacere avere la possibilità di ospitare a Bra il primo momento di incontro della rete delle Città di Terra Madre verso Terra Madre 2018 che si svolgera’ a Torino dal 20 al 24 settembre prossimo.

    Ora, avrei piacere di condividere con voi un paio di considerazioni su quello che questo evento rappresenta, per me e per l’amministrazione. Penso che Terra Madre/Salone del Gusto insieme a Cheese, prima ancora di essere eventi di successo, siano coraggiose e lungimiranti intuizioni/invenzioni di Slow Food, il cui significato appunto, si spinge molto al di là di quello che può essere una semplice manifestazione: credo infatti che siano prima di tutto testimonianze. Testimonianze vivide e concrete del principio del “Buono, Pulito e Giusto” e di quella filosofia del benessere a tutto tondo intriso di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale che Slow Food ha ideato e promuove nel mondo.

    Ed è proprio qui che si inserisce la connessione e la volontà di sinergia della nostra amministrazione che da sempre sostiene e ricerca il partenariato con iniziative come queste, che vogliono sposare nel concreto valori etici universali per la collettività.

    Valori universali: quali sono questi valori? Uno di questi è sicuramente l’accoglienza: un valore che mi è caro in prima persona, di cui ho ricevuto dono e di cui ho imparato a conoscere il potere educativo e curativo sulla mia pelle, in particolare durante gli anni come cooperante in Etiopia, Kenya, Marocco, Egitto. Lì ho imparato che accoglienza non è soltanto aprire le porte della nostra città, o delle nostre case. Lo è anche, ma non è soltanto questo. E’ soprattutto un atteggiamento mentale, che ci consente di evolvere dall’abusato (e permettetemi piuttosto sterile) concetto di integrazione culturale al più nobile (e fertile) principio dell’interazione multiculturale: l’interazione, ci permette di entrare in contatto con l’altro arricchendoci vicendevolmente in un rapporto di scambio e di reciproco rispetto delle diversità.

    E credo che mai come in questo momento storico il valore dell’accoglienza, abbia necessità di essere nutrito e di vedere esempi forti per consolidarsi e diffondersi a macchia d’olio nei tessuti della nostra società. Terra Madre, che giunge quest’anno all’ottava edizione è di per sé una vera celebrazione del tema dell’accoglienza: e qui colgo l’occasione per ringraziare tutti i sindaci della rete delle città di terra madre, tutte le famiglie della rete dell’ospitalità dei delegati e tutti coloro i quali si sono resi disponibili ad aprire le porte delle loro case e delle loro menti alla condivisione ed al senso di comunità allargata.

    Senso di comunità, strettamente interconnesso con il concetto di cittadinanza attiva che per me è il secondo grande valore universale incarnato da Terra Madre. Credo che il senso di appartenenza ad una comunità sia un requisito imprescindibile per mettere in moto un cambiamento che abbia al centro il bene comune: significa accettare un compromesso tra le proprie esigenze e quelle degli altri, allargare la visione oltre i propri confini individuali, potersi sentire riconosciuti nel pensiero di altri, sentirsi più forti insieme.

    Ma significa anche anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle generazioni future all’istinto quasi primordiale di consumare, di divorare tutto e subito. E così come per l’accoglienza anche il senso di comunità ha bisogno di esempi forti per radicarsi e diventare propulsore per il cambiamento. A questo proposito proprio in questa settimana, Carlin Petrini insieme al vescovo di Rieti (monsignor Domenico Pompili) ha lanciato le comunità internazionali Laudato Sì, un altro progetto rivoluzionario che parte dai valori universali riportati nell’enciclica di Papa Francesco, con l’obiettivo di creare modelli virtuosi e proporre nuovi stili di vita basati sulla presa di coscienza del potere di cambiamento del singolo, che trova voce e forza nella comunità, nell’’unione per difendere quella “casa comune”, quel “bene comune” che è la terra.

    In conclusione, abbiamo messo sulla bilancia di Terra Madre questi grandi valori universali:

    Accoglienza reciproca, che ci aiuta a prendere coscienza della ricchezza delle diversità

    Senso di comunità, per dare voce e forza alle idee individuali

    Intelligenza collettiva, per agire il cambiamento.

    Questi sono i principi cardine che riconosco in questa iniziativa unica che è Terra Madre a cui, in sinergia con Slow Food e con le realtà sul territorio come amministrazione, abbiamo sempre cercato di contribuire e non ci stancheremo mai di affiancare e di sostenere.

    Per cui vi ringrazio per il tanto lavoro fatto e per il vostro costante impegno ed auguro buon lavoro a tutti.